logoSu quest'area inquinata, che ad Ascoli ha dato sviluppo e lavoro ma anche malattie e morte, incombe oggi un progetto che permetterebbe alla proprietaria Restart di costruire 350mila metri cubi di case e negozi, in cambio della bonifica che avrebbe dovuto fare la Sgl Carbon.

Noi, donne e uomini di Ascoli, rivendichiamo il diritto di decidere come sarà l'intera nostra Cittá del futuro: i servizi che ci aiuteranno a vivere meglio, le occasioni di lavoro che nasceranno dalla sua trasformazione, la qualitá dell'ambiente in cui vivremo e lavoreremo. Il nostro futuro dipende da quello che Area Carbon diventerà.

Non vogliamo che questa decisione sia presa in fretta e quasi di nascosto, da pochi e a vantaggio di pochi, senza nessun riguardo per la Città che verrà. Vogliamo che la soluzione più giusta e più utile per Ascoli sia presa con il nuovo Piano Regolatore Generale, che deciderá la trasformazione urbanistica e lo sviluppo armonico ed efficace dell'intero territorio comunale.

In questo sito ti spieghiamo perchè la trasformazione dell'Area Carbon ci riguarda tutti.

Amianto: i nodi vengono al pettine

 

Ancora una volta l’Asur torna a bacchettare il sindaco sulla gestione della sanità pubblica!

Era chiaro che nascondere l’amianto dietro al POB (Piano Operativo di Bonifica) non sarebbe servito a molto.

Dopo un ultimo sopralluogo effettuato all’interno della ex Carbon, i tecnici dell’Asur 5 hanno rilevato una situazioni di degrado ormai fuori controllo: pare che nulla sia stato fatto dopo l’appello dell’ARPAM di Pesaro dello scorso 19 gennaio 2015 , noto a tutti gli Enti preposti, che chiedeva la rimozione entro un anno di tutto l’amianto presente (ricordiamo che l’ARPAM è servizio regionale preposto per controlli sull’amianto e MCA).

Il comitato AreaCarbon aveva già chiesto, a febbraio e aprile 2015, al Sindaco di aggiornare la cittadinanza sulla situazione degli MCA (Materiali Contenenti Amianto) nell’area ex SGL Carbon e sulla pericolosità delle fibre di amianto in areodispersione per le zone circostanti, ma il Sindaco, in tutta fretta, aveva scaricato il problema con risposte fumose, dilatorie e scaricando la colpa, come sempre, su altri.

La richiesta così perentoria dell’Asur5 per un’ordinanza urgente e contingibile, conferma che in tutti questi mesi la situazione non è stata affatto seguita e tantomeno corretta dall’Amministrazione Comunale e dal Sindaco (in qualità di massimo Responsabile della Salute Pubblica), che hanno evidentemente preferito riporre la questione in un cassetto. Anzi, l’unica azione portata a termine è stata quella di istituzionalizzare il non-intervento, infilando la rimozione dell’amianto nel Piano Operativo di Bonifica (POB) dell’area in questione.

Sono anni che continuiamo a ripetere che l’amianto con la bonifica non c’entra nulla.

Invece continuiamo a chiederci perché l’Amministrazione Comunale continua a chiedere rinvii sostenendo che l’amianto si possa rimuovere solo dopo l’approvazione del POB?

Oltretutto il POB doveva essere approvato il 19 gennaio scorso ma anche qui si aspettano gli ultimi giorni e poi piovono rinvii.

È ora di dire basta! Non si possono perseguire solo gli interessi dei privati!

La salute di tutti, prima di tutto!

La rimozione dell’amianto può essere effettuata in qualsiasi momento. Non c’è bisogno di aspettare l’autorizzazione del POB, che riguarda invece la bonifica del suolo e sottosuolo. Si continua a rimandare tutto alle calende greche, ma non certo a tutela della salute pubblica.

Da ascolani ci dispiace molto ammetterlo ma, da come scrive il servizio SISP dell’Asur5, se non si provvede subito alla rimozione si dovrà creare una cintura di sicurezza intorno agli stabilimenti, una specie di zona rossa INVALICABILE, anche per le zone limitrofe si dovranno avvertire gli abitanti sulle precauzioni da prendere per evitare contaminazioni.

Che dovrà fare dunque chi abita a ridosso di queste aree?

Potrà continuare a tenere le finestre aperte e stendere la biancheria sulla quale dormirà?

Potrà far giocare in giardino i propri figli? Che fine farà l’adiacente chiesa di S. Marcello? Dovrà essere chiusa? E i campi di calcio, le palestre, i supermercati?

La salute dei cittadini è un valore assoluto e non negoziabile, che le amministrazioni competenti hanno l’obbligo di tutelare.

Il Comitato Area Carbon chiede che la cittadinanza sia informata sulla situazione attuale dell’amianto e sulle decisioni in merito del nostro sindaco che è responsabile della condizione di salute della popolazione del suo territorio.

 

Gli articoli di Nino Orrea usciti il 20 w 21 gennaio - cliccare sulle immagini per scaricarli

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Il comitato Area Carbon aveva ragione: il sindaco non ha tutelato gli interessi dei cittadini.

 

Tanto tuonò che piovve! Dopo la conferenza stampa dell’intero CdA della Restart, proprietaria dell’area ex SGL Carbon, è d’obbligo fare alcune riflessioni.
Dalla conferenza vengono fuori verità che finora sono state inconfessabili, e alla fine la Restart ci dà anche ragione…

Due anni fa il Comitato Area Carbon era nato proprio per evidenziare la mancanza di un intervento pubblico da parte delle Istituzioni, che hanno consentito alla Sgl Carbon di lasciare indenni un’area di 27 ettari altamente inquinata, da risanare e con una procedura di infrazione della UE già in essere.

La Magistratura ha stabilito, ma ci riserviamo di leggere attentamente il dispositivo, che sarà Sgl Carbon a dover togliere l'amianto degradato che minaccia la salute dei cittadini ascolani.

Ci chiediamo:

  • Perchè Restart, minacciata nelle sue tasche, ha ottenuto la condanna di Sgl Carbon alla rimozione dell'amianto, mentre il Sindaco si ostina a non agire nei confronti della stessa?
  • Perchè secondo il principio "Chi inquina paga", non si ricorre contro la Sgl Carbon come responsabile della bonifica, non solo della rimozione dell’amianto, nell'interesse dei cittadini che così non devono accollarsi il costo finale della bonifica sotto forma di case inutili?
  • E' giusto che la Sgl Carbon risponda solo al compratore “incauto” e non agli ascolani ai quali ha impunemente inquinato aria e territorio per decenni?

Il consorzio di imprenditori che ha acquistato Area Carbon "senza accorgersi" che era imbottita di amianto degradato, è lo stesso che pretende di riqualificare Ascoli con 1300 appartamenti inutili su un'area da bonificare, preferibilmente con i soldi di noi cittadini ai quali addirittura chiede una partecipazione all’aumento di capitale sociale.

Sono stati questi gli interrogativi che abbiamo rivolto al Sindaco in questi ultimi due anni. Senza risposta.

Solo ora ci si dà conto? E solo per l’aspetto dell’inquinamento da amianto?

Tra il 2009 e la metà del 2010 fu presentata un’offerta che la Carbon non si lasciò sfuggire per liberarsi dell’onere della bonifica; la Restart propose l’acquisto dell’area che fu ceduta per soli 6 milioni di euro; il tutto avvenne con regolare contratto di compravendita (preliminare e definitivo) con molte clausole, condizioni e patti da rispettare.

Ci domandiamo ora: se il sacrosanto principio di “chi inquina paga” vale per la rimozione dell’amianto, perché non lo si estende anche per la bonifica del suolo e sottosuolo del sito?

Perché non si fa ad Ascoli quello che semplicemente è stato fatto recentemente a Narni, dove la stessa Sgl Carbon ha venduto porzione del sito produttivo ad una società privata accollandosi per 2/3 l’onere della bonifica?

Per ultimo comprendiamo l’imbarazzo di dover ammettere che ci si sia lasciati ingannare dalla Carbon che ha “sottaciuto” nel contratto la presenza di amianto di estrema rilevanza all’interno dell’area.

Bastava solo aver letto un po’ di cronaca locale degli ultimi anni per sapere che decine e decine di ex operai Carbon sono andati in pre-pensionamento proprio grazie al “bonus amianto” .

Ma rimaniamo sul punto: se la SGL Carbon ha “tenuto un comportamento non leale e poco trasparente” in fase contrattuale, può essere un comportamento di gravità tale da portare ad una rescissione e/o risoluzione del contratto stesso?

Se sì, cosa aspetta il Sindaco a svolgere finalmente le sue funzioni politiche per la salvaguardia dell’interesse pubblico e riportare su un tavolo politico-programmatico la grande occasione (l’unica che ci rimane) di individuare nell’Area Carbon la più grande risorsa di sviluppo economico e sociale che può cambiare il futuro della nostra città?

Ciò può avverarsi solo con il coinvolgimento di tutte le Istituzioni quali UE, Regione, Provincia, Fondazione, parti sociali, società civile e associazioni, ecc. ecc.

Da ultimo, ma non per importanza, è assolutamente impensabile che sia la collettività ascolana a dover pagare la sanzione europea di 400 mila euro ogni sei mesi per la mancata bonifica di parte interna dell’area, anche sotto forma di minori trasferimenti dallo Stato.

Questo sarebbe una beffa enorme e una palese ingiustizia pari al danno che la città sta già subendo in termini di salute e di mancato sviluppo economico.

Come faranno gli amministratori a giustificare ulteriori tagli ai servizi essenziali e maggiori tasse ad una città già martoriata dalla crisi?

 

Articoli di giornale sulla conferenza stampa di Restart e decisione del Giudice (cliccare per scaricare):

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7 domande ai candidati delle Regionali 2015

Il Comitato Area Carbon, dopo il buon risultato delle domande formulate ai candidati sindaco della città di Ascoli Piceno dello scorso anno, offre ancora il proprio contributo al confronto elettorale con una simile iniziativa pubblica che si chiama "7 domande al futuro presidente della Regione Marche".

7 domande ai 5  candidati Presidente, del 31 maggio prossimo, in riferimento all’Area Carbon, al suo sviluppo, alla sua bonifica e al problema legato all’amianto.Si tratta di conoscere le opinioni e le idee dei candidati su una questione di preminente interesse per la città di Ascoli Piceno.

Invitiamo i candidati a rispondere entro e non oltre il termine del 28 maggio 2015 esclusivamente in forma riservata a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  al fine di consentire la pubblicazione contestuale delle risposte nel rispetto della par condicio, nei giorni successivi alla scadenza del termine, su Facebook e sui media.

Chiediamo un piccolo sforzo ai candidati nel rispondere a tali domande e siamo certi che tutti contribuiranno con massimo spirito civico alla riuscita della nostra iniziativa, con risposte che illustrino in modo compiuto e chiaro il loro pensiero e i loro progetti per il governo del territorio, nel rispetto del confronto democratico e del diritto dei cittadini di conoscere e discutere sul futuro del loro territorio.

 

Ecco le nostre domande:

  1. Che tipo di attività e di investimenti potrebbero contribuire ad una ripresa economica del nostro territorio?
  2. Qual è il suo punto di vista sull’emergenza amianto presente nell’area Carbon?
  3. A suo avviso chi deve sostenere i costi finali della bonifica del suolo e sottosuolo del sito area Carbon?
  4. Cosa pensa del fatto che, a differenza di Ascoli, a Narni la SGL Carbon pagherà la bonifica del suolo e sottosuolo?
  5. Lo scambio dei costi della bonifica contro una variante edificatoria pari a 1.300 nuovi appartamenti è inevitabile? Oppure, si possono immaginare soluzioni alternative?
  6. Cosa pensa della proposta di Investimento Territoriale Integrato (ITI) che il Comitato ha formalizzato mesi or sono con una lettera aperta a tutti i soggetti pubblici e privati coinvolti?
  7. La Comunità Europea ha sanzionato l’Italia per la mancata bonifica di alcune discariche. Fra queste c’è anche una discarica all’interno dell’area Carbon. La multa sarà di 400.000 euro ogni sei mesi. Chi dovrà pagare questa multa, considerando che la proprietà è privata?

 

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Il Comitato Area Carbon a radio R9

Eugenio e Mimmo del comitato Area Carbon fanno un sunto sulla situazione amianto e ribadiscono che non si può aspettare il piano di bonifica (POB) per rimuovere le coperture contenenti mca. Ascoltate l'intervista su Radio R9.
Chiediamo tutti al Sindaco di essere tutelati ora!

 

 

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Chi tutela la nostra salute? Chiediamo rassicurazioni al Sindaco

L’AMIANTO VA TOLTO IMMEDIATAMENTE!

Il comitato Area Carbon chiede rassicurazioni al Sindaco

 

Sulla questione dell’inquinamento da amianto nell'Area Carbon stiamo assistendo, da oltre un anno, ad una sconcertante azione dilatoria da parte delle autorità pubbliche preposte alla salvaguardia della salute di tutti i cittadini. 

 

Chiariamo che, con la rimozione dell’amianto, il giudizio pendente davanti al TAR non ci azzecca nulla: difatti, l'oggetto del ricorso non è se l'amianto debba essere tolto oppure no, ma soltanto la legittimità di un'ordinanza sindacale che imponeva a Restart un termine troppo breve (soli 5 giorni per circa 40.000mq.)

 

Dunque, il rinvio concordato dai legali all'udienza dell'8 ottobre non vale affatto a paralizzare, nel frattempo, l'esercizio doveroso dei poteri pubblici a tutela della salute degli ascolani.

 

Nel frattempo per ben due volte l’ASUR ha segnalato i gravi rischi di contaminazione da fibre areo-disperse di amianto che aumentano sempre di più, giorno dopo giorno, a causa delle piogge, del vento e degli altri agenti atmosferici; purtroppo per l’amianto non ci sono dose-dipendenti il che significa che anche l’inalazione di una sola particella può risultare in danni gravi per la salute, come l’insorgere di tumori!

 

Chiediamo al Sindaco di rassicurare la popolazione e di comunicare ufficialmente che nessuno corre rischi sanitari.

Possono i ragazzi continuare a giocare spensierati nei limitrofi campi di calcio?

Possono i fedeli frequentare tranquillamente la chiesa di S. Marcello ed i locali parrocchiali?

Possono gli abitanti dei palazzi adiacenti lo stabilimento stendere normalmente la biancheria senza il rischio di accumulare sui panni stesi quantità di MCA (materiale contenente amianto)?

Si può tranquillamente passeggiare lungo Via Rozzi, Via Piemonte, Via delle Zeppelle?

E’ garantita l’altra popolazione maggiormente esposta che frequenta e/o lavora presso le attività commerciali, gli uffici e gli istituti scolastici vicini all’area?

 

Chiediamo al sindaco perché continui a sostenere che l’amianto verrà eliminato dopo l’approvazione del Piano Operativo di Bonifica. L’amianto con la bonifica non c’entra nulla come più volte ribadito in tutti i tavoli tecnici ”preliminarmente all’inizio dei lavori di bonifica dovranno essere eliminati tutti i materiali in amianto ed i fabbricati”.

L'amianto è una questione grave e urgente che impone soluzioni immediate, non negoziabili, non accorpabili né correlabili alle lunghe e complesse procedure della bonifica del sottosuolo.

 

Chiediamo al Sindaco quali azioni cautelative ha intrapreso quando, per ben due volte, la società proprietaria Restart ha presentato rassicuranti documenti di valutazione rischi sull’amianto sistematicamente e drasticamente smentiti dalle relazioni dell’ARPAM di Pesaro!

 

L’ARPAM di Pesaro ha certificato che tutto l’amianto dovrà essere tolto entro l’anno corrente: parliamo di circa 40.000 mq di mca, una superficie pari a circa 4.000 appartamenti e a circa 8 campi di calcio. Ma a tutt’oggi nulla è stato fatto, poi arriveranno le ferie estive, poi arriveranno le piogge, poi arriverà la neve, poi ...     

 

La salute dei cittadini non può essere subordinata agli interessi della proprietà Restart, la quale dovrebbe eseguire una operazione di bonifica del suolo e sottosuolo per 35 milioni di euro, ma non sta garantendo un intervento prioritario di rimozione dell’amianto per un impegno finanziario infinitamente meno oneroso e risibile.

Quale garanzie ci dà ancora la proprietaria Restart?

Comitato Area Carbon, 8 maggio

Il nostro appello pubblicato sui giornali locali (cliccare sulle immagini per scaricare gli articoli)

9maggio 10maggio

 

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AMIANTO - RIMUOVERE SUBITO

NON CONFONDIAMOLO CON LA BONIFICA DEL SUOLO E SOTTOSUOLO

Il Comitato Area Carbon vuole fare un po’ di chiarezza sulla vicenda amianto e bonifica del sito industriale ex-Carbon, in relazione a quanto apparso sui quotidiani nelle ultime settimane.

Occorre anzitutto spiegare che l’amianto posto sulle coperture dei fabbricati non ha nessun collegamento con la procedura della bonifica. 

La bonifica, infatti, riguarda SOLO ED ESCLUSIVAMENTE il suolo ed il sottosuolo, e non ciò che è sopra il terreno (fabbricati – tettoie). A riprova, l’ARPAM ha dettato la condizione che preliminarmente alla bonifica dovrà essere smaltito tutto l’amianto e dovranno demoliti tutti i fabbricati esistenti.

Non è sostenibile che per eliminare l’amianto si aspetti il Piano Operativo di Bonifica, perché nel Piano di Caratterizzazione approvato, come prevede la normativa vigente, si parla solo di suolo e sottosuolo. La conferenza dei servizi dell' 8 gennaio sul punto è stata molto chiara.

L’Amianto, anche in relazione a quanto segnalato dall’ASUR, deve essere immediatamente eliminato; le risultanze delle verifiche fatte dall’ARPAM di Pesaro hanno dato un solo anno di tempo per smaltire tutti gli MCA (Materiali Contenenti Amianto). Considerando che parliamo di circa 40-50.000 metri quadrati di materiali da eliminare e che al momento attuale pare non esista alcun piano operativo per la rimozione e lo smaltimento, ci chiediamo: come sarà possibile finire i lavori entro dicembre 2015 (termine dettato dell’ARPAM-Pesaro) ?

Ricordiamo che, per essere responsabili dell'amianto, la legge non richiede di averlo utilizzato: è sufficiente esserne diventati proprietari, per aver acquistato consapevolmente un'area che ne è notoriamente satura.

Il Comitato chiede al Sindaco, in qualità di massimo responsabile della salute pubblica, a conoscenza delle risultanze delle verifiche ARPAM e della relazione dell’ASUR, perché non sia ancora intervenuto in merito; ed il motivo per cui non abbia allertato la popolazione sul rischio di esposizione all'amianto che una frequentazione delle zone limitrofe agli stabilimenti può provocare: ci sono bambini, ragazzi, adulti che giornalmente frequentano i campi di calcio e la parrocchia di S. Marcello, famiglie che abitano poco distante, istituti scolastici ed attività commerciali da salvaguardare.  

L'ultima considerazione riguarda i costi necessari alle operazioni preliminari alla bonifica (rimozione amianto e fabbricati), che non possono e non devono essere inseriti nel piano economico della bonifica stessa, poiché non riguardano suolo e sottosuolo e non godono, perciò, del principio di “Sostenibilità Economica” prevista dalla normativa vigente sulle bonifiche. Questo peso economico, quindi, non può e non deve ricadere sulla cittadinanza.

Confidiamo che urgentemente le istituzioni preposte intervengano al fine di salvaguardare la salute di tutti gli ascolani.

La stessa urgenza è stata espressa dal dott. Riccardo Amadio, direttore SISP, in una lettera alla Procura e al Sindaco, pubblicata sull Corriere Adriatico proprio oggi. (cliccare sotto per scaricare l'articolo)

corriereadriatico

 

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Lettera aperta al Segretario Generale della CGIL, Susanna Camusso

Il 6 febbraio Susanna Camusso è venuta ad Ascoli Piceno per partecipare ai lavori delle elezioni del nuovo segretario provinciale, Paola Giovannozzi.
In questa occasione la Camusso si è espressa sull'Area Carbon denunciando lo scandalo della mancata bonifica del sito da parte della Sgl Carbon, auspicando un'accelerazione della bonifica da parte degli attuali proprietari per far sì che il sito diventi un'occasione per il rilancio dell'occupazione attraverso il Polo tecnologico, scientifico e culturale.

Dalle dichiarazioni della Camusso abbiamo dedotto che non abbia ben chiaro il ricatto in atto da parte di Restart per finanziare la bonifica e che non l'abbiano ancora informata dell'evanescenza del cosiddetto Polo Tecnologico e culturale.  Le abbiamo quindi inviato una lettera aperta dove le segnaliamo tutti gli altri scandali relativi alla vicenda Carbon, alla luce delle condizioni attuali del nostro territorio, sperando in una presa di posizione consapevole e decisa da parte della CGIL.

 In allegato le dichiarazioni della Camusso, la lettera aperta inviatale con ricevuta di ritorno (che ci è pervenuta in data 10 marzo) e lettera al presidente Spacca a cui facciamo riferimento

Rassegna stampa 7 febbraio  Lettera aperta a Susanna Camusso  Lettera a Presidente della Regione Marche

Subito la bonifica alla Carbon

camusso spacca

 

 

 

 

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Le associazioni ambientaliste possono impugnare gli atti di pianificazione urbanistica se comportano un danno per l'ambiente

La sentenza n. 839/2015 emessa dalla quarta sezione del Consiglio di Stato legittima le associazioni ambientaliste ad "agire in giudizio non solo, per la tutela degli interessi ambientali in senso stretto, ma anche per quelli ambientali in senso lato, ossia quelli comprensivi dei temi della conservazione e valorizzazione dell'ambiente latamente inteso, del paesaggio urbano, rurale, naturale nonché dei monumenti e dei centri storici, tutti beni e valori idonei a caratterizzare in modo originale, peculiare ed irripetibile un certo ambito geografico territoriale rispetto ad altri." 
Le varianti edificatorie comprese nel nuovo PRG di Ascoli incidono negativamente sulla qualità di vita della nostra città, sia dal punto di vista paesaggistico, ambientale che economico.
Auspichiamo una presa d'atto da parte delle associazioni ambientaliste locali e una collaborazione ai fini di impedire lo scempio in atto.

http://www.casaeclima.com/ar_21515_ITALIA-Sentenze-pianificazione-urbanistica-ambientaliste-consiglio-di-stato-Pianificazione-urbanistica-le-associazioni-ambientaliste-possono-impugnare-gli-atti.html

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DDL su punibilità di reati ambientali approvato dal Senato. Tra le novità c'è il reato di “omessa bonifica”

 Il 4 marzo è stato approvato il DDL 1345 sui delitti contro l'ambiente, che prevede l’introduzione di nuovi reati e di sconto di pena (quindi non più l’impunibilità) per le aziende che si impegnano a ripristinare lo stato dei siti inquinati.
Tra i nuovi reati introdotti c’è l’
omessa bonifica. "Art. 452-terdecies. - (Omessa bonifica). –Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, essendovi obbligato per legge, per ordine del giudice ovvero di un’autorità pubblica, non provvede alla bonifica, al ripristino o al recupero dello stato dei luoghi è punito con la pena della reclusione da uno a quattro anni e con la multa da euro 20.000 a euro 80.000."

Ci auguriamo che il testo venga presto approvato alla Camera.

Da qui si può scaricare il testo per intero

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Ascoli e Narni, due pianeti diversi. Stessa società ma due percorsi diversi e contrapposti.

Come riporta il Sole 24 ore del 20 febbraio, la Sgl Carbon lascia lo stabilimento di Narni, che viene acquistato dalla M2I di Bari, la quale si impegna a continuare la produzione, scongiurare la chiusura della fabbrica e salvare, così, l'occupazione.

La M2I (controllata dalla Morex SpA) si impegna anche a bonificare il sito costringendo la Sgl Carbon di Narni a pagare i 2/3 dei costi dell'operazione di risanamento entro tempi certi (dicembre 2018). A Narni il principio di “chi inquina, paga” ancora esiste e viene rispettato.

 

Quindi la Sgl Carbon non è così intoccabile come vogliono farci credere le amministrazioni locali che ne hanno permesso la fuga senza oneri di bonifica.

E’ questa la madre di tutti i quesiti dell’area ex Carbon di Ascoli: come è stato possibile che la multinazionale tedesca (la stessa di Narni) sia andata via senza colpo ferire lasciando 27 HA altamente inquinati, e per di piu’ con sei milioni di euro in tasca?

 

Tutto il progetto edilizio di Restart si basa sul presupposto "abbiamo bisogno di capitale per coprire i costi di bonifica perché la Sgl Carbon non può pagare". È una bufala? Per lo meno oggi questa tesi si mostra in tutta la sua debolezza!

 

 

E non finisce qui. Infatti, e’ recentissima la sentenza della Corte di Giustizia dell'Unione europea (2 dicembre 2014) che ha constatato l'inadempimento alle direttive sui rifiuti e la bonfica di una serie di aree tra cui proprio l’area Carbon! Per questo il nostro Paese è stato condannato a pesanti sanzioni pecuniarie che prevedono il versamento di 40 milioni di euro ogni sei mesi fino all'esecuzione della sentenza ( su questo argomento torneremo prossimamente). Sono 256.819 euro al giorno di soldi pubblici. 


Ironicamente dunque, se la mancanza di fondi pubblici per la bonifica dell’area Carbon (in alternativa all’applicazione del principio “chi inquina paga”) era l’altro assioma da cui derivava la presunta necessità del progetto Restart, oggi questi fondi dovranno essere necessariamente reperiti… per pagare la multa inflitta dall’Europa per mancata bonifica!

Insomma, non solo le vicende di Narni ci dicono che la Sgl Carbon poteva presumibilmente essere indotta ad effettuare la bonifica del sito, ma ora lo Stato italiano è stato condannato proprio per i mancati controlli delle bonifiche dei territori nazionali inquinati. E, peggio, ora i cittadini italiani ed ascolani stanno pagando multe che ironicamente ammontano a più del costo della bonifica dell’area Carbon, finchè la bonifica dell’area Carbon stessa (assieme alle altre coinvolte nella sentenza della Corte europea) non sarà effettuata.

 

Sul pianeta Ascoli Piceno invece, l’unica novità consiste in presunte iniziative volte ad ottenere finanziamenti pubblici (ancora!) del Ministero dell’Ambiente per la rimozione dell'amianto di un sito privato.

 

Infine, per versare sale sulle ferite, oltre alla bonifica, a Narni la ditta di Bari intende creare nell’area attività artigianali, industriali, del terziario e della logistica, come previsto in un accordo di programma, e localizzare incubatori di impresa e di start up, per una nuova imprenditorialità da insediare, con particolare attenzione all’innovazione e all’industria delle nanotecnologie.

Noi ad Ascoli Piceno, invece (e’ sempre un altro pianeta dopotutto), ci ritroveremo con 1300 appartamenti, un centro commerciale, attività di servizi che daranno da mangiare a pochi e peseranno sulle tasche di tutti, mentre il Polo Scientifico e Tecnologico rimane un fantasma, da nascondere eventualmente dentro il nuovo stadio.

 

Riteniamo doveroso un approfondimento da parte del Comune, della Provincia e della Procura in merito alla responsabilità della Sgl Carbon sullo stabilimento di Ascoli. I cittadini ascolani hanno il diritto di sapere se la ditta tedesca non solo poteva, ma puo’ ancora oggi essere indotta a pagare la bonifica.

 

Ascoli Piceno, 03 marzo 2015

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Io ci farei ...

Invia a info@areacarbon.it la tua proposta su Area Carbon, firmata e rappresentata come preferisci: vanno bene poche righe, un semplice disegno o anche un progetto.